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Le Parole della Musica

La canzone dell'amore perduto

Ricordi sbocciavan le viole

con le nostre parole

"Non ci lasceremo mai, mai e poi mai",

vorrei dirti ora le stesse cose

ma come fan presto, amore, ad appassire le rose

Fabrizio De Andrè 1966, in un 45 giri insieme a “La ballata dell’amore cieco (o della vanità)” e tre anni più tardi, nel 1969, nell’ Lp “Nuvole barocche”, nel quale non indicò, per la stesura del pentagramma, l’anima ispiratrice dell’ Adagio del "Concerto in Re maggiore per tromba, archi e continuo" di Georg Philipp Telemann, compositore e organista tedesco legato da profonda amicizia a  Bach e Händel, gentiluomo di corte dalla straordinaria creatività, dallo Stile Galante (l’ Empfindsamer Stil) sino alla composta irrequietezza di un suo orginale Neoclassicismo.

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Le Parole della Musica

Oh, che sarà, che sarà/ che vanno sospirando nelle alcove /che vanno sussurrando in versi e strofe/ che vanno combinando in fondo al buio / che gira nelle teste nelle parole…

Fiorella Mannoia e Pino Daniele, dal vivo.

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Per Stefano Cazzato, Una storia platonica, Giuliano Ladolfi Editore, 2017.

Prima lettura: Là dove s’immagina (riflessioni su Rapsodi, Aedi, Iperuranio e Blue Notes)

Non sono certamente uno storico della filosofia né un esperto di Platone ed amo la filosofia così come chiunque abbia scelto della propria vita lo specchio artistico, specchio che sa dare  equilibrio e che non conosce cadute e semmai spinge l’osservazione del Sé nella Storia delle Idee, nella Storia dell’Umanità intera.

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Le Parole della Musica

Almeno tu nell'universo

Sai, la gente è strana /Prima si odia e poi si ama /Cambia idea improvvisamente

Prima la verità poi mentirà lui /Senza serietà /Come fosse niente.

Scritta da Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio nel 1972 e pubblicata solo nel 1989, Mia Martini la presentò al Festival di Sanremo nel 1989. E fu un giusto successo, dopo la nota ed idiota messa al bando di Mimì da parte del mondo dello spettacolo.

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Le Parole della  Musica 

Pagine Bianche 

“Qualcosa rimane tra le pagine chiare e le pagine scure, e cancello il tuo nome dalla mia facciata, e confondo i miei alibi e le tue ragioni….”

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Le parole della Musica

La costruzione di un amore

E intanto guardo questo amore

che si fa più vicino al cielo

come se dietro all'orizzonte

ci fosse ancora cielo.

Ivano Fossati, 1978. La prima interprete fu Mia Martini, nel tempo in cui era iniziata la loro tormentata storia d’amore. Fossati la registrò in studio nel 1981 per “Panama e dintorni” e la incise nuovamente con un arrangiamento diverso nel 1988 per “La Pianta del tè”.

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Mother Lion: Vanta Black

“Non creare un nuovo linguaggio da usare, quanto una strada, un viaggio particolare da percorrere insieme per pensare a come entrarci…” Ezra Pound

Giovane band romana, è un piacere presentare i Mother Lion: tre ragazzi schivi delle mode e ben concentrati su quello che giovane fu al tempo del miglior Rock, quando giovane significava ampliare al massimo le barriere del gusto musicale e della ricerca tecnica per strumenti sino ad allora per musica d’élite o di pop privo di significati estetici rilevanti. Con gusto innovativo e contemporaneo il Trio legge, reinterpreta e dà nuova linfa ad un Sound di assoluta attualità, senza ricorrere a effettismi saccenti o stilismi narcisistici, come dimostra l’autoprodotto “Vanta Black”, il loro EP di recente pubblicazione.

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Le Parole della Musica

Ma Dio era morto per davvero?

“Ho visto la gente della mia età andare via lungo le strade che non portano mai a niente”.

Guccini scrisse tanto tempo fa questi versi. Francesco Guccini fu una scoperta, e che scoperta…

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John Coltrane

Togli quel sax dalla bocca…!

«Non c’è mai fine. Ci sono sempre dei suoni nuovi da immaginare. Nuovi sentimenti da sperimentare. E c’è la necessità di purificare sempre di più questi sentimenti, questi suoni, per arrivare a vedere allo stato puro ciò che abbiamo scoperto. In modo da riuscire a vedere con maggior chiarezza ciò che siamo. Solo così riusciamo a dare a chi ci ascolta l’essenza, il meglio di ciò che siamo».

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